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Il nostro territorio secondo me
L’ho scritto per la nostra Strada dei vini e dei sapori l’anno scorso e mi sembrava abbastanza rappresentativa per cui la copio-incollo.
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Nella “bassa reggiana”, la cucina è ancora fortemente legata al territorio. I concetti ora di moda come “biodiversità” e “filiera corta”, non solo sono intimamente conosciuti ma sono praticati senza interruzione da secoli. E’ la nostra normalità.
Il fiume Po dà vita al territorio circostante, ricco di prelibati segreti, dalla cipolla borettana originale, alla riscoperta uva fogarina, dalle rane fritte, all’antica ricetta della Spongata.
Moderni nella testa, ma antichi nel cuore: sono i produttori e i ristoratori della Strada dei vini e dei sapori delle Corti Reggiane che sanno che non bisogna parlare difficile per lasciare il segno. E’ sufficiente offrire la nostra tradizione culinaria.
Qui il “loft” è il fienile di una cascina di campagna che accoglie centinaia di botticelle ove riposa il pregiato Balsamico reggiano della Tradizione millenaria.
Qui l’ “open space” è il magazzino dove vengono stagionate le forme di Parmigiano Reggiano, in grado di stupire ogni volta che se ne apprezza la vista d’insieme, inebriati dai profumi.
Qui l’unico “rave party” che c’è, è quello che le mucche fanno ogni giorno nella stalla, preparando nel loro ventre il pregiato latte per il Re dei Formaggi.
Qui se parli di “e-mail”, ti offrono un “nimèl” (un maiale), in tutte le sue più deliziose derivazioni: mortadella, salame, coppa, ciccioli.
Qui lo “street food” è il gnocco fritto, da mangiare rigorosamente con le mani; mentre l’ “happy hour” è quello che i bambini hanno quando scoprono che la nonna ha fatto il sugo d’uva, o la ciambella da inzuppare nel latte (mentre il nonno la inzuppa nel vino)
L’unico stress che conosciamo è quello di arrivare a casa per mettere i piedi sotto il tavolo in tempo, affinchè i cappelletti siano ancora caldi.
Se chiedi un “long drink”, ti offriamo un bicchiere di lambrusco che va bene sempre e comunque la cui bottiglia, chissà perché, è sempre vuota.
Rallentare e prendersi tempo per sé, scoprire le proprie origini che passano, prima di tutto, dai profumi e dai sapori della cucina del territorio: questo è quello che vogliamo offrire ai nostri ospiti.
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